Note libri
I libri
Due volumi, una domanda sola: perché i subordinati restano eternamente subordinati?
Dopo mille rivolte, chi stava sotto è ancora sotto: a volte con un padrone nuovo, spesso con lo stesso padrone vestito in un altro modo. Questi due libri cercano di spiegare perché. E poi provano a dire come se ne esce.
Libro I — Il Crepuscolo del Capitalismo
Anatomia del metaframe crematistico
È il volume della diagnosi. Mostra come si costruisce la sudditanza: i frame e i metaframe che ci fanno sembrare naturale ciò che è stato fatto da noi, i feticci (il denaro, lo Stato, il mercato) che ci si rivoltano contro come un evento meteorologico, la scarsità prodotta ad arte. Al centro c'è una tesi: abbiamo due intelligenze, quella iconica e quella cognitiva, e ai sudditi ne è stata lasciata una sola. Per cinquemila anni a chi obbediva sono toccate fede, paure e credenze, mentre la mappa restava in mano a una casta del segno.
Libro II — La riscossa del suddito
Che Fare 2.0 — un suddito in meno (dopo la sua lettura)
È il volume della costruzione. È organizzato come una serie di uscite: dal capitalismo e dalla rendita, dal lavoro salariato, dalla città dormitorio e dal supermercato, dalla modernità, dalla paura, dalla minorità tecnologica. Poi vengono le gambe su cui camminare: i beni comuni e l'abbondanza che generano, la libertà come istituzione, il sistema dei consigli come forma di organizzazione sociale, un tempo restituito ai molti. È scritto per porre termine alla sudditanza e a ogni forma di paternalismo.
Non è il vangelo. È solo un paio di occhiali migliore.
Dove trovarli
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